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Un rifugio di pace in una valle di lacrime

2 ore fa
Tempo di lettura: 5 min

Con i contributi di Arianna, Irene, Lucila, Maria, Michela, Giacomo, Guglielmo, Vito


Questo è uno spazio nostro, collettivo e condiviso.


Scritta da chi ha da poco vissuto la Camminata della Pace organizzata da Pacefuturo – onlus, raccontata dal punto di vista di chi l’ha percorsa. Scoprirai che lascia dentro molto più di quanto possano raccontare i chilometri sulla mappa o qualsiasi progetto.


Perché il viaggio non finisce quando ci si toglie gli scarponi pieni di fango. Anzi, forse è proprio nei giorni successivi che comincia davvero. Quando si prova a rimettere insieme quello che si è vissuto nelle chiamate, negli intenti, nei pensieri…


Qui c’è posto per tutto: per le fatiche e i silenzi condivisi lungo le tre tappe; per gli sguardi, le chiacchiere e i momenti vissuti con gli altri compagni di strada; per le riflessioni, le risate e le dormite e anche per quel senso di pace e leggerezza che ci è rimasto addosso, quasi senza che ce ne accorgessimo.


Una pagina scritta a più mani, per raccogliere quello che questo cammino ci ha lasciato e condividerlo con chiunque voglia leggerlo.


Giacomo


Molto spesso si fa riferimento alle prime volte: la prima parola detta, il primo giorno di scuola, il primo amore, il primo cammino… Eppure, c’è un’estrema dolcezza nei ritorni, nel constatare che cosa è rimasto lo stesso e che cosa è cambiato, anche in poco tempo. È con essi che si consolidano gli affetti e un senso di appartenenza sempre più forte.


Questa è stata la sensazione che ho provato durante la Camminata della Pace, dopo la Summer School di quest’estate. Sono molto grata alla magnifica realtà di Pacefuturo – onlus che ha reso possibile questo ritorno.


Sono state entrambe delle bellissime esperienze, ognuna con aspetti diversi e basi comuni, come Villa Piazzo, l’ostello, lo staff di Pacefuturo, la natura e l’internazionalità. Sono rimasta piacevolmente sorpresa di come quest’ultima sia stata una costante naturale, nonostante non si stia parlando di una grande città, ma di una piccola realtà del biellese.


Insieme siamo andati alla scoperta di Pettinengo e dintorni sotto la guida di vari esperti del territorio. Siamo stati accolti da Nazarena Lanza presso La Trappa, il primo giorno, dopo una delicata immersione in natura con Marco Bo ed Ettore Macchieraldo; il secondo giorno invece da cittadellarte, dove abbiamo inaspettatamente incontrato Michelangelo Pistoletto in persona e siamo stati accompagnati da Alberto Conte e Fabio Porta. Infine, l’ultimo giorno, abbiamo percorso la prima tappa del Cammino di Oropa della Pace (inaugurato il 21 settembre, proprio in occasione della giornata della Pace) con Mira Schifano e Ruggero Poi, che ci hanno parlato di comunicazione e prevenzione del conflitto. Tutto questo è stato accompagnato ogni sera dalle proiezioni dei cortometraggi del Give Peace a Screen Short Film Festival, presentati da Dario Cambiano del Centro Studi Sereno Regis.


Tre tappe, tre tematiche: pace con la natura, pace con sé stessi e pace con gli altri.


In uno spazio percorribile in soli tre giorni si scoprono mondi. Che siano luoghi o persone. E in ogni incontro, ci si poteva sentire a casa.


Forse è questo che significa essere cittadini del mondo.


Se intraprenderai il Cammino di Oropa della Pace, nel tuo tragitto troverai dei nidi contenenti dei messaggi. Sono parole, alcune le abbiamo messe noi. Ne lascio alcune che ci hanno accompagnati durante questa esperienza:


Hug

Mirage

Accettazione

Presenza

Cura

Ascolto

Michela


Ho partecipato alla Camminata della Pace per iniziare a costruire intorno a me e nella mia vita una narrazione diversa rispetto al lamento e all’impotenza, fondata invece sul mettersi in gioco in prima persona e sull’attivarsi perché un mondo nuovo (che è già nato intorno a noi) continui a crescere. L’esperienza di camminare insieme a ragazzi e ragazze italiani, asiatici e africani mi ha fatto toccare con mano come le divisioni che spesso creiamo nelle nostre vite (e con le quali crediamo di difenderci) sono solo castelli di carta, che non reggono di fronte all’incontro con la realtà e alla persona che ho di fronte. Questo cammino mi ha permesso inoltre di vincere le distanze, fuori e dentro di me, e di iniziare a percorrere un sentiero di vita più autentico e integrato.


Guglielmo


Questa è la mia seconda volta con Pacefuturo – onlus in questi territori che ormai sanno di casa. Luoghi che mi hanno catturata e lasciato qualcosa.


Sono voluta tornare per rivivere connessioni con la natura e con le persone. Per me la Pace è stata questa, ricordarsi che basta poco per ritornare a sé stessi: alberi, il freschino del bosco e parole con sconosciuti che diventano compagni di viaggio, per una sola camminata o per un viaggio intero, chi può dirlo.


Maria


Cammino con persone sconosciute, coetanei, adulti, giovanissime, rifugiati, italiani.


Ognuno al proprio passo.


Ognuno con il proprio bagaglio, fisico e metaforico.


Ognuno con la propria storia, la propria identità.


Camminiamo, ci avviciniamo, parliamo e ci apriamo gli uni agli altri.


Condividiamo qualche mandorla durante la pausa, la tavola, la camera da letto, il bagno.


Condividiamo pensieri, momenti, risate.


La Camminata della Pace a Biella è stata un piccolo atto rivoluzionario che ci ha dimostrato come la curiosità, l’apertura, l’ascolto e l’ambiente circostante ci abbiano fatto stare bene e ci abbiano permesso di costruire nuove alleanze.


Lucila


L’idea di una Camminata per la Pace mi ha subito incuriosita e attratta. È da quando sono piccola che sento il bisogno di muovermi, soprattutto nella natura, per elaborare le mie emozioni e ritrovare un equilibrio interiore. L’occasione di poter condividere il mio viaggio con ragazzi italiani e immigrati, riflettendo insieme su importanti temi dell’attualità, è stata unica. Si sono creati legami, scambi profondi, idee… Incredibile pensare a quello che solo tre giorni possano lasciarti se sei disposto a viverli appieno, in profonda connessione con la gente e la natura che ti circonda.


Irene


Penso che camminare sia un’attività rigenerante a tutto tondo, sia per il corpo sia per la mente, che spesso è quella più bisognosa di rigenerazione.


Camminare con persone sconosciute significa aprirsi all’incontro con gli altri e con sé stessi, entrando a volte in contatto con i nostri lati nascosti.


Il cammino di Oropa della Pace per me ha significato questo, e aver contribuito all’attività di segnalazione del percorso, durante la Summer School, ha reso il tutto ancora più emozionante.


Arianna


Ci sono giorni che sembrano passare lenti, monotoni e uguali agli altri; poi ci sono quelle giornate spartiacque che ci cambiano e ci insegnano qualcosa perché lasciano segni sull’anima. Ho vissuto l’esperienza del “Camminata della Pace” come qualcosa che mi ha appunto rigenerato: più di ogni altra cosa, penso di aver capito come ognuno di noi possa essere un costruttore di pace. In famiglia, sul lavoro, nella società. Non serve andare lontano o fare cose grandiose; la Pace è un cammino da fare insieme ogni qualvolta ci interfacciamo con un’altra persona nella nostra vita. Ad esempio, fare qualcosa per gli altri senza nessun tornaconto è già un seme di Pace…


Aver rafforzato quest’idea attraverso un’esperienza con persone gentili, sincere e sensibili è stato un valore aggiunto in un tempo in cui siamo pieni di contatti, ma spesso poveri di relazioni significative. Raggiungere questo stato di armonia è stato un po’ una magia, estatica e fugace come forse tutte le magie lo sono.


Insieme si può fare tanto, per cui seguiamo il consiglio che Alexander Langer (rinomato costruttore di paci) ci ha dato poco prima di morire: “Non siate tristi. Continuate in ciò che è giusto”.


Vito


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