
GIVE PEACE A SCREEN
Il Centro Studi Sereno Regis presenta la quarta edizione di GIVE PEACE A SCREEN, primo concorso cinematografico per cortometraggi dedicato al tema della pace e della soluzione creativa dei conflitti. Il festival è rivolto a giovani regist* italian* e stranier* under 40. Saranno ammesse opere di finzione e film documentari di durata massima di 30 minuti, titoli di coda compresi.
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Il Concorso, che apre la call per gli autori e le autrici il 1° maggio fino al 30 novembre 2026, organizzerà le proiezioni pubbliche dall'11 al 14 marzo 2027.
La scadenza per l’iscrizione al Concorso e per l’invio
degli elaborati è il 30 novembre 2026.
Tassa d'iscrizione € 5 per ogni film.

Per il 2027 il concorso assegnerà cinque premi principali: il premio gli occhiali di Gandhi, storico riconoscimento del Centro Studi Sereno Regis; il premio istituito dalla Fondazione Pistoletto Cittadellarte, La pace preventiva; il premio alla memoria di Adonella Marena, la filmaker torinese che ha dedicato la sua professione ai temi dell’ambiente e dell’antispecismo, il premio Armonia Mentis dell'associazione Sinestesia, dedicato alla dimensione interiore e interpersonale del tema della pace e il premio Finanza dal volto umano promosso da MAG4 Piemonte.
Tutti i premi avranno una dotazione di 1.000 euro. Un altro premio sarà attribuito alla miglior regia e uno alla migliore sceneggiatura.
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Lo scopo del concorso è di veicolare la cultura della pace, per andare oltre la logica mai sostenibile della guerra e dei conflitti violenti, puntando sull’importanza della cultura e dell’educazione, dell’interculturalità, della giustizia sociale, del dialogo, della ecosostenibilità; e invitando alla solidarietà, all’ascolto reciproco, al rispetto delle diversità, dei diritti umani, in particolare dei minori, dei migranti e degli abitanti delle considerate periferie del mondo.
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L’obiettivo è quindi quello di stimolare gli autori e le autrici a condividere opere audiovisive che raccontino di pratiche creative e nonviolente nella soluzione dei conflitti. Oggi, più che mai, è necessario riconoscere che solo attraverso una costante educazione alla pace sarà possibile garantire alle future generazioni una società realmente inclusiva per tutt*.
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